09 ottobre 2007

FRIULI VENEZIA GIULIA - CONSIGLIO REGIONALE APPROVATA LEGGE AGRITURISMO

L'Aula ha approvato con 25 sí del centrosinistra e 16 voti di astensione (centrodestra e Panontin del Gruppo Misto) la legge che porta modificazioni e integrazioni alla disciplina dell'agriturismo (LR 25 del 1996). Nel corso dell'esame dell'articolato l'Assemblea ha accolto un emendamento aggiuntivo, presentato dai relatori Disetti, Galasso e Venier Romano, che introduce un articolo che prevede interventi urgenti a favore delle imprese agricole in difficoltà nel settore zootecnico. Accolto pure un emendamento aggiuntivo, a firma Disetti-Petris, che all'articolo 23 (norme finanziarie) introduce una specificazione normativa riguardante il gradese. Nelle dichiarazioni di voto, Galasso ha confermato l'astensione di Forza Italia sottolineando che "il provvedimento raggiunge un punto di equilibrio". Ciriani, pur riconoscendo alcuni aspetti di aggiustamento introdotti, ha motivato l'astensione di An con la preoccupazione che si vada a un "progressivo snaturamento dell'attività agrituristica sempre piú assimilabile alle altre attività di ristorazione". Venier Romanao, per l'Udc, pur considerando buono il provvedimento nel complesso e rallegrandosi per l'accoglimento dell'emendamento inerente le imprese zootecniche in difficoltà, ha confermato l'astensione per "l'ostinazione" a non accogliere un suo emendamento circa le attività da considerare agrituristiche, che metteva la legge in sicurezza dal rischio di essere impugnata.

Il voto favorevole della maggioranza era stato annunciato invece da Disetti (Margh-PD) secondo il quale il testo, pur non essendo una legge quadro, precisa e facilita lo sviluppo del settore, e da Fortuna Drossi (Citt) che ha accolto con molto favore il testo che va a perfezionare un settore dove ci sono spunti di qualità, ma che nelle guide nazionali spesso non è contemplato, forse perché non sono definiti chiaramente i criteri di qualità a livello di associazione. E al proposito ha auspicato un regolamento che possa indurre l'aumento del livello qualitativo dell'agriturismo e al rispetto degli aspetti paesaggistici connessi (red).

Fonte: asgmedia

PIOGGIA DI CRITICHE AL DDL REGIONALE SUGLI AGRITURISMO

LIGURIA. Numero di posti letto illimitato, permesso di costruzione di nuovi edifici e rinvio di varie questioni fondamentali ad un regolamento di attuazione: su questi punti si concrentrano le critiche mosse da ambientalisti, albergatori, Coldiretti e Confagricoltura al nuovo disegno di legge regionale della Liguria sull’agriturismo.
Solo la Confederazione Italiana Agricoltori, la Cia, tradizionalmente su posizioni di sinistra, difende il provvedimento. “Stabilendo che gli agriturismi vanno in nuovi stabili si abbandona l’entroterra - ha detto il presidente regionale e vice-presidente nazionale di Agriturist, Cosimo Melacca - i posti letto possono essere portati da 28 a 30, ma non illimitati perché le strutture non devono diventare alberghi. Ci rivolgeremo al consiglio regionale ma anche a Rutelli”.

Alle proteste contro il disegno di legge regionale si sono uniti anche gli ambientalisti. Patrizia Terribile di Legambiente ligure, settore turismo ha aggiunto: “non abbiamo bisogno di nuove gettate di cemento”. La posizione di Agriturist e Legambiente, è condivisa da Confagricoltura Liguria, Wwf, Italia Nostra, il Comitato nazionale del paesaggio, Terra Nostra, Coldiretti Liguria e Federalberghi. Invece la Confederazione italiana agricoltori guarda positivamente al disegno di legge regionale sull’agriturismo.

“Il disegno va discusso - ha detto il presidente regionale Cia, Ivano Moscamora, a margine di una conferenza stampa per presentare la prima giornata nazionale dell’agriturismo promossa dalla sua associazione - si prevede un regolamento d’attuazione che credo sia una semplificazione amministrativa”. Quanto al numero dei posti letto: “la dimensione è un concetto superato - ha detto Moscamora - piuttosto bisogna rimarcare che l’agriturismo ha come attività prevalente l’agricoltura”. Moscamora propone alla regione di normare la produzione agricola in rapporto con i pasti somministrati, aumentando la quota di materia prima prodotta dall’azienda o da aziende limitrofe sul territorio.

Fonte: www.ivg.it